mercoledì 19 agosto 2009

dopo due anni...

adesso mi metto d'impegno! e ricomincio da un nuovo autunno...

martedì 9 ottobre 2007

a u t u n n o i n p o e s i a


The morns are meeker than they were-
The nuts are getting brown -
The berry's cheek is plumper -
The Rose is out of town.
The Maple wears a gayer scarf -
The field a scarlet gown -
Lest I should be old fashionedI'll put a trinket on.




I mattini sono più miti di com'erano -
Le noci stanno diventando marroni -
La guancia della bacca è più paffuta -
La Rosa è fuori città.
L'Acero indossa una sciarpa più gaia -
Il campo una veste scarlatta -
Per non essere fuori moda mi metterò un ciondolo.

Emily Dickinson - Autunno



la mia stagione preferita...


alcune ricettine per fare un perfetto Törggelen


Il Törggelen risale a vecchie tradizioni e il nome deriva dalla parola "Torggl" che era la stanza dove si svolgeva la torchiatura dell' uva quando la vendemmia era finita; col passare del tempo la tradizione è un po' cambiata e non si festeggia più in quella stanza, ma nei masi -
a tavola si serve lo "Susser" (vino nuovo non fermentato) e vino, pane di segale, formaggio, würstel fatti in casa, speck, affettati e naturalmente le castagne, avvolte in un panno umido; anche i crauti, canederli e altri deliziosi piatti fanno parte del pranzo molto particolare del Törggelen





ZUPPADIVINO (oserei dire ZUPPADIVINA) mettere sul fuoco 1/2 litro di brodo e a fuoco lento aggiungere 4 tuorli d'uovo, 1/4 di vino bianco (speciale il sylvaner di novacella!), 1/4 di panna fresca e mescolare fino arendere tutto cremoso, salare e pepare - versare in tazze ed aggiugere dadini di pane vecchio rosolati nel burro e cospargere di cannella.


GROESTL tritare finemente 1 cipolla e farla dorarein un po' di burro; aggiungete poi 600 g di vitello tagliate a fettine sottili e farla rosolare (!!esiste anche la versione con carne cotta, ottima per riciclare qualche avanzo!!) - in una seconda padella rosolare con un altro po' di burro 1 kg e 1/2 di patate lessate tagliate a fettine, quando avranno acquistato un bel colore dorato aggiungere alla carne - insaporire il tutto con delle foglie di alloro, la maggiorana, il sale ed il pepe e bagnare con del brodo - servire cosparso di prezzemolo e accompagnare da un'insalatina di cavolo cappuccio tagliato sottile condito con sale-pepe-olio-aceto-semi di cumino-piccoli pezzetti di speck saltati in padella


STRAUBEN mescolare 280 g. di farina, 40 g. di burro fuso, 1/4 di litro latte (alcune ricette prevedono metà latte e metà birra, a me piace di più solo con il latte), 2 cucchiai di grappa, 3 uova e un pizzico di sale fino ad ottenere un impasto uniforme - far cadere l'impasto con l'aiuto di un imbuto nell'olio bollente seguendo un movimento circolare dal centro verso l'esterno, dovete disegnare una spirale nell'olio! dorare gli Strauben da entrambi i lati per circa 4 minuti, quindi asciugarli su carta assorbente e servirli ancora caldi cosparsi di zucchero a velo con marmellata di mirtilli rossi.....

non dimenticate di portare in tavola qualche kaminwurst (salamino tirolese) , un po' di schüttelbrot (schiacciate di segale), dello speck a dadini, del kren..... e ovviamente del buon vino e delle caldarroste!!!

martedì 2 ottobre 2007

t h e b i g b l u e

smaltita la sindrome da rientro restano i ricordi di un posto meraviglioso....














poche parole, solo immagini e ovviamente un paio di ricettine


























in questi posti magici il cibo è semplice e profumato, un banale purè di fave (che io faccio con le lenticchiette piccole arancioni) condito con un filo di olio, un pesce o un kalamaraki alla brace riescono a rievocare il ricordo di piccole taverne sulla spiaggia dove si mangia sotto un albero con i piedi nella sabbia e ci si dimentica di tutto


I N S A L A T A G R E C A
2 pomodori (a pezzi grossi) 1 cetriolo (a cubetti) 1 cipolla rossa (ad anelli) 2 peperoni verdi (ad anelli) 100 gr formaggio feta (a cubetti) 5 olive origano o basilico
capperi per condire 3 cucchiaini di olio d’oliva 1 limone (succo) sale mettere pomodori, peperoni, olive e cetriolo in un’insalatiera. versare il condimento e mescolare bene. aggiungere sopra all’insalata la cipolla tagliata ad anelli e il formaggio feta. Cospargere il tutto con l’origano o il basilico e alcuni capperi (l'insalata con i capperi l'abbiamo mangiata solo una volta, quindi non so se siano previsti nella ricetta originale, ma se vi piacciono ci stanno benissimo) questo piatto è la tradizionale insalata estiva che accompagna tutti i cibi, a pranzo come a cena. è perfetta sia con il pollo che il manzo, il pesce o i frutti di mare, le polpette o le verdure. per realizzare questo piatto vengono utilizzati due straordinari prodotti della terra greca, ovvero: l’olio d’oliva e il formaggio feta.




la versione di Amorgos prevede l'utilizzo del formaggio locale al posto della feta, più morbido e delicato.

T Z A Z I K I
500 G yogurth intero, sale, olio e.v.o., 1 cucchiaio aneto (secondo me ci sta bene anche il finocchietto), 2 cetrioli tagliati a fettine (meglio grattuggiati con una grattugia dai buchi grossi, tipo quella per le carote e lasciati scolare)
mescolare tutti gli ingredienti in un piccolo recipiente, con delicatezza; far raffreddare in frigorifero fino al momento di servire.


I N S A L A T A D I M E L A N Z A N E
bucate con la forchetta 1 kg di melanzane tonde e fatele cuocere in forno caldo per tre quarti d'ora (la buccia deve essere abbrustolita), pelatele e fate una poltiglia con succo di limone e sale, aggiungete una piccola cipolla tritata, mezza tazza di prezzemolo tritato e mezza tazza di olio evo; si può servire decorata con olive, fettine di pomodoro e prezzemolo tritato.

P O L P O G R I G L I A T O c o n s a l s a a l l i m o n e in grecia i polpi vengono appesi e quasi seccati al sole prima di essere grigliati; ne risulta un sapore intenso e una consistenza che permette di assaporare pienamente il sapore delle carni.
2 polpi freschi da circa 600 g l'uno
olio e.v.o.
succo di limone
1 rametto di foglie di prezzemolo tritate
un rametto di origano (o origano e timo
sale q.b.
pepe (preferibilmente nero) q.b.
bollite i polipi in acqua salata per una ventina di minuti e lasciateli raffreddare nella loro acqua. Separate i tentacoli e grigliateli interi su una piastra arroventata sino a che imbruniscano; tagliateli "a fischietto" in tocchetti di un paio di centimetri e serviteli conditi con la salsa "latholemono" che avrete ottenuto amalgamando tutti i suoi ingredienti e scaldandoli brevemente a bagno maria.







...prima di partire un ultimo ouzo al bar "le grand bleu", dove tutte le sere alle otto proiettano l'omonimo film di Luc Besson girato proprio qui








http://www.amorgos.net/frames.htm

lunedì 18 giugno 2007

G A T T O P A R D O

"Il monastero di Santo Spirito era soggetto ad una rigida regola di clausura e l’ingresso ne era severamente vietato agli uomini. Appunto per questo il Principe era particolarmente lieto di visitarlo, perché per lui, discendente diretto della fondatrice, la esclusione non vigeva, e di questo suo privilegio, che divideva soltanto col Re di Napoli, era geloso e infantilmente fiero. Questa facoltà di canonica prepotenza era la causa principale, ma non l’unica, della sua predilezione per Santo Spirito. In quel luogo tutto gli piaceva, cominciando dall’umiltà del parlatorio rozzo, con la sua volta a botte centrata dal Gattopardo, con le duplici grate per le conversazioni, con la piccola ruota di legno per fare entrare e uscire i messaggi, con la porta ben squadrata che il Re e lui, soli maschi nel mondo, potevano lecitamente varcare. Gli piaceva l’aspetto delle suore con la loro larga bavetta di candidissimo lino a piegoline minute, spiccante sulla ruvida tonaca nera; si edificava nel sentir raccontare per la ventesima volta dalla badessa gli ingenui miracoli della Beata, nel vedere com’essa gli additasse l’angolo del giardino malinconico dove la Santa monaca aveva sospeso nell’aria un grosso sasso che il Demonio, innervosito dalla di lei austerità, le aveva scagliato addosso; si stupiva sempre vedendo incorniciate sulla parete di una cella le due lettere famose e indecifrabili, quella che la Beata Corbèra aveva scritto al diavolo per convertirlo al bene e la risposta che esprimeva, pare, per il rammarico di non poter obbedirle; gli piacevano i mandorlati che le monache confezionavano su ricette centenarie, gli piaceva ascoltare l’Uffizio nel coro, ed era financo contento di versare a quella comunità una parte non trascurabile del proprio reddito, così come voleva l’atto di fondazione."
Il Gattopardo - Giuseppe Tomasi di Lampedusa


400 gr di MANDORLE SPELLATE
400 gr di ZUCCHERO
4 BIANCHI d'UOVO
la BUCCIA GRATTUGIATA di MEZZO LIMONE
5 gr di CANNELLA in POI.VERE
MEZZO CUCCHIAIO di FARINA e POCO BURRO per ungere la teglia
Tritare le mandorle con poco zucchero (per fare in modo che le mandorle non si impastino). Aggiungere lo zucchero rimanente, la buccia di limone e la cannella, mescolando bene. Montare i bianchi d'uovo a neve, ed incorporarli delicatamente nelle mandorle.
Ungere ed infarinare la teglia. Mettere l'impasto in una siringa da pasticciere con il beccuccio dentellato largo (per ottenere l'aspetto 'riccio') e spremere sulle teglie delle strisce a forma di "S", lunghe circa cinque centimetri. Lasciare un po' di spazio fra un biscotto e l'altro. Infornare a 180° per circa 15 minuti, o finché leggermente dorati.
Togliere i biscotti dalle teglie con una spatola prima che si raffreddino completamente.


Elettra forse preferiva il sofisticato TIMBALLO DI MACCHERONI che rappresenta meglio il romanzo ed è il simbolo delle tavole e della cultura aristocratica........ ma questi biscottini sono super!!!!


http://www.parcotomasi.it/it/index.asp


http://www.luchinovisconti.net/visconti_sc_film/il_gattopardo.htm


GIUSTO PER STARE IN TEMA CONSIGLIO I DELIZIOSI VINI DELL'AZIENDA AGRICOLA DONNAFUGATA!!!!!
tra quelli che ho assaggiato "Ben Ryé" é il più adatto ad accompagnare questi meravigliosi biscottini!!!

giovedì 31 maggio 2007

M E S O L A

Mesola, il Po da ’lati e ’l mar a fronte,
e d’intorno le mura e dentro i boschi
e seggi ombrosi e foschi
fanno le tue bellezze altere e conte;
e sono opre d’Alfonso, e più non fece
mai la natura e l’arte e far non lece;
ma che la valle sembri un paradiso
la donna il fa che n’ha sembianti e viso
T. Tasso Rime n. 929s





Il borgo è dominato dall`elegante e maestosa mole del Castello Estense.Costruito alla fine del Cinquecento ai margini di un`immensa tenuta di caccia, il Gran Bosco della Mesola, è ora una delle riserve più suggestive del Parco del Delta del Po.
L'origine del nome risale al termine media insula, cioè in mezzo all'isola, o, secondo altre fonti, a mensola, ovvero piccola mensa, o ancora a mensa, cioè luogo soprelevato.
Anticamente infatti Mesola era un'isola, un luogo alto, emerso dai detriti depositati dal Po durante le alluvioni.





Mesola (per me in particolar modo poiché vi sono legata affettivamente) e tutto il Delta del Po sono luoghi magici e molto suggestivi in cui perdersi, rilassarsi, meditare e rallentare i ritmi. Girovagare lungo gli argini del delta, attraversare i ponti di barche, perdersi nella natura dove l'acqua domina su tutto, vedere stormi di uccelli
migratori....














M E S O L A I N P A D E L L A


PANE
(LE COPPIE..... indescrivibilmente buone)

PASTA FATTA IN CASAAAAAAA!!!
(W LA MAMMA)

PESCI ALLA GRATICOLA!!!!
SLURP(DENTICE CEFALO TRIGLIE...W LA NONNA PESCATRICE)

FRUTTI DI MARE
(W LE VONGOLE e le CANNOCCHIE)

ANGUILLE
alla graticola (the best!)
brodetto
Per la preparazione di questo piatto tipico occorrono anguille di media misura. Una volta pulite e tagliate a tocchi lunghi un dito, si mettono a cuocere in un soffritto di cipolla, sale, pepe, una spruzzata di aceto, una scorza di limone ed un pò di pomodoro o conserva, il tutto a fuoco moderato per circa mezz'ora, dopodichè potete servirla in tavola accompagnata da una polentina calda.

ASPARAGI
(quelli selvatici verdi e piccoli ottimi nel risotto e nella frittatina)

ANIMALI DA CORTILE
(speciale l'anatra muta)
FUNGHI
(spugnole dei pioppeti e tartufi bianchi)
FORMAGGI di PECORA

SALAMA
(non è un errore si chiama così ed è tipica del ferrarese)

ZUCCA
TortaConLaZucca
Ingredienti: 1 kg di polpa di zucca, ½ l di latte, una stecca di vaniglia, 150 g di zucchero, tre uova, 150 g di cioccolato fondente, 30 g di cacao amaro, 100 g di amaretti, 50 g di uvetta, mezzo bicchiere di Marsala, zucchero a velo, burro e sale.
Preparazione: tagliare la zucca a tocchetti e farla cuocere in una pentola con il latte, un pizzico di sale e la stecca di vaniglia, per 15 minuti; farla intiepidire, togliere la vaniglia e passare il tutto al setaccio in modo da ottenere una purea. Aggiungere il cioccolato grattugiato, gli amaretti sbriciolati, il cacao, l’uvetta ammorbidita nel Marsala e strizzata, 100 g di zucchero e le uova. Amalgamare e versare il miscuglio in uno stampo imburrato e cosparso con lo zucchero rimasto. Cuocere in forno a 200 °C per circa 50 minuti; far raffreddare e spolverare con lo zucchero a velo.

PAMPAPATO
Il “Pampapato di Ferrara”, rientra nella tradizione, prima medioevale e poi rinascimentale, di preparare i cosiddetti “pani dolci arricchiti” o “pani speziati”.
Il “Pane del Papa” veniva preparato nei monasteri ferraresi e destinato agli alti prelati della città e di Roma: “dolce degno del Papa”.
Secondo alcuni testi di storia della gastronomia locale, la ricetta originale, custodita gelosamente con molta probabilità dai gesuiti, è stata perduta: pare infatti che, allorché vennero attribuite proprietà afrodisiache al cacao, il nome del dolce sia stato corretto da Pampapato a Panpepato, in riferimento alle spezie impiegate, e, per non incorrere in accuse di eresia, le ricette custodite nei monasteri e nelle canoniche, vennero distrutte!

BISCOTTI A FORMA DI ESSE
(credo siano di origine veneziana ma quelli del forno di Mesola sono buonissimi!)
Zucchero (500 g) Farina (400 g) Tuorli d’uovo (15) Limone (1) Burro (35 g) per imburrare la piastra da forno Farina (30 g) per imburrare la piastra da forno
Rompere le uova Dividere i tuorli dagli albumi Mettere i tuorli in una terrina Aggiungere lo zucchero Aggiungere la scorza grattugiata del limone Aggiungere la farina Mescolare fino a impasto liscio, omogeneo e abbastanza tenero Formare una palla
Sul tagliere spolverizzato di farina formare un salsicciotto di circa 5 centimetri di diametro
Sezionare trasversalmente in pezzi di circa un centimetro di spessore
Sagomare ciascun pezzetto a forma di esse
Imburrare la piastra da forno Spolverizzare con farina Disporre i biscotti sulla piastra distanziati l’uno dall’altro Infornare a 160 °C Cuocere per 45 minuti.

http://www.parcodeltapo.it/

giovedì 24 maggio 2007

Z U C C A IN C O R S O

"Il mistero delle zucche. Perché le zucche hanno proprio quella forma? Perché la polpa della zucca ha proprio quel colore? E' possibile spiegarlo, o è così e basta? Ancora una volta faticò a interrompere quel corso di pensieri e a concentrarsi su quello che diceva Trevor Mwamba"
Alexander McCall Smith











ZUCCADIELLENINPADELLA




1 zucca gialla (ovviamente) tagliata a fettine abbastanza sottili
foglioline di menta
1 bicchiere di aceto
1 cucchiaino di zucchero
2/3 spicchi d'aglio
1 cucchiaio di semi di sesamo
spinacini
yoghurt greco
olio sale pepe


friggere in olio extraverginedioliva le fettine di zucca e tenerle da parte,
eliminare l'olio della frittura e rimettere la padella sul fuoco con zucchero e aceto fino a quando lo zucchero si è sciolto.
versare il liquido sulle fettine di zucca, aggiungere le foglioline di menta e l'aglio schiacciato, salare e pepare e lasciare insaporire.
servire le fettine di zucca sgocciolate su un letto di spinacini e accompagnate da yoghurt greco appena pepato.
cospargere il tutto con semi di sesamo precedentemente tostati in una padellina antiaderente!!





sono certa che questa ricettina piacerebbe moltissimo alla signora Precious Ramotswe, titolare della Ladies' Detective Agency nr. 1 e protagonista di tutti i romanzi di McCall Smith ambientati in Botswana (sono deliziosi!!!!)

http://www.alexandermccallsmith.co.uk/



lunedì 21 maggio 2007

CI-CI cibocinema 3

"Sono stufa di essere buona!" pepa
(gettando nel gazpacho l'intera confezione di sonniferi)
in donne sull'orlo di una crisi di nervi


1 cipolla, 1 peperone verde, 1 cetriolo, 2 spicchi d'aglio, 6 pomodori rossi maturi, 1 cucchiaino di sale, 1/2 cucchiaino di pepe, 3 cucchiai di olio, 1/2 tazzina da caffè di aceto, 75 g. di pane ammollato in acqua e strizzato, peperoncino piccante.



frullare tutti gli ingredienti a crudo fino ad ottenere un impasto omogeneo, se fosse troppo denso aggiungere un po' d'acqua. passarlo con un colino e lasciarlo per alcune ore in frigorifero, accompagnatelo con crostini di pane, pomodori, cetrioli e peperoni a pezzetti.



E' BUONISSIMO!!!!!



il geniale pedro non poteva abbinare al suo fantastico film una ricetta migliore: un frullato di sentimenti, peperoni, passioni, pomodori, erotismo, cetrioli, vendetta, sale pepe e follia..... ECCE HOMO!



http://www.clubcultura.com/clubcine/clubcineastas/almodovar/index.htm

martedì 15 maggio 2007

CI-CI cibocinema 2

"in compenso coltiva un gusto particolare per i piccoli piaceri: tuffare la mano in un sacco di legumi, rompere la crosta della creme brule con la punta del cucchiaino, e far rimbalzare i sassi sul canale di Saint Marten"
il favoloso mondo di amelie







4 tuorli d'uovo - 100 g. zucchero - 20 cl. latte - 30 cl. panna fresca - zucchero di canna







sbattere i tuorli con lo zucchero, finché si ottiene un composto denso. mescolando continuamente, incorporare a poco a poco il latte e la panna. mettere a cuocere su fuoco dolce, mescolando senza far bollire finché il composto si addensa e vela il cucchiaio. filtrare il composto e versarlo in un recipiente basso, o in 4 recipienti individuali, in uno strato alto non più di 1 centimetro.porre la(e) pirofila(e) in una teglia da forno poco profonda con acqua calda che arrivi fino a metà altezza. infornare a 150 gradi per 30-40 minuti circa. accendere il grill del forno. distribuire sopra la crema lo zucchero di canna, in uno strato alto circa 2 millimetri. infornare sotto il grill, più vicino possibile, e cuocere per i pochi minuti necessari a fondere lo zucchero e caramellarlo, senza lasciarlo bruciare. togliere dal fuoco e lasciare raffreddare prima di servire, nei recipienti di cottura.NB.Alcuni fanno uno strato di zucchero di canna più alto, che caramellando diventa una crosta piuttosto dura e compatta. in questo modo si ottiene una crosticina più friabile e dal sapore più delicato. si può profumare il dolce con vaniglia e/o arancia, unendo al latte all'inizio mezzo baccello di vaniglia e/o una scorzetta d'arancia, portandolo a bollore e lasciandolo poi riposare coperto per un quarto d'ora.

p.s. la mamma di Chiara usa una piccola fiamma ossidrica per fare la crosticina!!


http://ameliepoulain.ifrance.com/

lunedì 14 maggio 2007

CI-CI cibocinema 1

-Cioè lei non ha mai assaggiato la Sacher Torte?!...
-No.
-Va be' continuiamo così, facciamoci
del male!!!
N.Moretti




150 g. burro - 100 g. cioccolato fondente - 5 uova - 150 g.zucchero - 150 g. farina - 150 g. cioccolato fondente - 1 bustina di vanillina (io non la metto!) - 70g. zucchero a velo - marmellata di albicocche







il segreto della torta Sacher è gelosamente custodito dalla pasticceria dell'Hotel Sacher di Vienna
la Sacher torte originale è protetta da un marchio di fabbrica e, ad oggi, non esistono al mondo licenze per la rivendita di questo prodotto
esistono invece centinaia, forse migliaia di imitazioni.... eccone una....


sciogliere il cioccolato (150 g.) a bagnomaria
montare il burro con 80 g di zucchero, aggiungere i tuorli e sbattete il tutto con uno sbattitore aggiungere piano piano il cioccolato fuso e la farina setacciata fino a ottenere un impasto omogeneo
montare gli albumi a neve con un pizzico di sale e aggiungere il restante zucchero e la vanillina continuando a montare per un minuto
incorporare gli albumi all'impasto un po' per volta fino ad ottenere un impasto omogeneo
versare il composto in una teglia di 23 cm di diametro imburrata e infarinata e livellarlo per bene
fare cuocere torta per circa 1 ora e 1/4 in forno preriscaldato a 150° finché inserendo uno stuzzicadenti nel centro non ne uscirà pulito
fare intiepidire la torta nella tortiera per 5 minuti, toglierla dalla tortiera e farla raffreddare su una gratella
tagliare quindi in due la torta, stendere con una spatola la marmellata di albicocche riscaldata e passata al setaccio) su una parte della torta e coprirla con l'altra metà
preparare la glassa per ricoprirla: fare fondere il cioccolato fondente (100 g.) e unirvi un po' di acqua, mescolando, mettere lo zucchero a velo in una terrina e incorporarvi il cioccolato fuso, mescolando fino ad ottenere una glassa densa
ricoprire quindi la torta con la glassa in modo uniforme stendendola con una spatola e fare indurire la copertura per almeno 5 minuti lasciando colare la glassa in eccesso
prima di servirla lasciarla asciugare per un paio d'ore
se viene messa in frigorifero tirarla fuori un'oretta prima di gustarla poichè la temperatura ideale per apprezzarla è di 16°-18°

www.sacherfilm.eu
www.sacher.com

venerdì 11 maggio 2007

Carciofi mon amour
















vorrei che i carciofi ci fossero tutto l'anno!
ecco qualche sfiziosa ricettina per assaporare queste meraviglie !! CARCIOFI ALLA ROMANA
ci vogliono dei bei carciofi romaneschi (quelli ciccioni) puliti dalle parti dure (foglie esterne e parte dura del gambo) con la punta livellata di modo che si possano mettere comodamente a testa in giù quando si serviranno e messi mano a mano che si puliscono in acqua e limone perché non si anneriscano; bisogna poi allargare leggermente le foglie, togliere la "barbetta" all'interno e riempire i carciofi con un trito di prezzemolo, menta, aglio, sale e pepe e metterli a cuocere a testa in giù coperti di acqua con un po' d'olio e un po' di vino bianco secco (meglio in un tegame di terracotta) finché non siano diventati morbidi!
si possono anche fare AL FORNO: in questo caso il gambo si taglia quasi del tutto e si trita insieme a prezzemolo, aglio e acciughe; si mescola il trito con pangrattato, pecorino romano, acciughe, sale e pepe. con questo composto si riempiono i carciofi che devono essere aperti molto di più che nel caso della ricettina precedente (metterli a testa in giù e batterli sul piano di lavoro tenendoli per il gambo) poi si mettono in una teglia (questa volta a testa in su) con acqua, olio e vino bianco e si fanno cuocere al forno per un'oretta!
un'altra bellissima idea è quella di farli in INSALATA! qui ci si può sbizzarrire poiché una volta puliti molto bene (seguire sempre il procedimento dell'acqua e limone) si tagliano a spicchi sottili e si condiscono con olio, limone, sale, pepe e (a scelta):
scaglie di pecorino
olive
spicchietti di arancia o pompelmo
stiscioline di speck con un pochino di senape
vari tipi di insalatina o radicchio
....
buoni buoni buonissimi, li adoro!!!



Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,ispida edificò una piccola cupola,si mantenne all'asciutto sotto le sue squame,vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono,divennero viticci,infiorescenze commoventi rizomi;sotterranea dormì la carota dai baffi rossi,la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino,la verza si mise a provar gonne,l'origano a profumare il mondo,e il dolce carciofo lì nell'orto vestito da guerriero,brunito come bomba a mano,orgoglioso,e un bel giorno,a ranghi serrati,in grandi canestri di vimini,marciò verso il mercato a realizzare il suo sogno:la milizia.Nei filari mai fu così marziale come al mercato,gli uomini in mezzo ai legumi coi bianchi spolverini erano i generali dei carciofi,file compatte,voci di comando e la detonazione di una cassetta che cade,ma allora arriva Maria col suo paniere,sceglie un carciofo,non lo teme,lo esamina,l'osserva contro luce come se fosse un uovo,lo compra,lo confonde nella sua borsa con un paio di scarpe,con un cavolo e una bottiglia di aceto finché,entrando in cucina,lo tuffa nella pentola.Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo,poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pasta del suo cuore verde.


ode al carciofo - Pablo Neruda


www.pabloneruda.it